• Magazine

Pressione alta? Forse carenza di zinco?

Un disturbo, di cui la maggior parte delle persone è probabilmente ignara, è la carenza di zinco. È un problema significativo in molti paesi del mondo ed è proprio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a riferire la percentuale di pazienti colpiti da questa insufficienza: il 31%.

Lo zinco è un minerale importante per il corretto funzionamento degli ormoni del nostro organismo, tra cui l’insulina. Assunto attraverso gli alimenti come pesce, cereali e legumi, lo zinco è importante anche per la vista, l’olfatto e la memoria. L’organismo ne contiene generalmente da 1,4 a 2,5 grammi, immagazzinati per lo più nei globuli rossi e bianchi e nei muscoli.

Lo zinco è presente in diverse fonti alimentari: nel pesce, nella carne rossa, nei cereali, nei legumi, nella frutta secca e nei semi, come semi di girasole e semi di zucca. Alte percentuali di zinco sono contenute nelle ostriche, nel lievito, nel latte, nei funghi, nel cacao, nelle noci, nel tuorlo d’uovo.

Carenza: cosa serve sapere

Classificato come il 5 °principale fattore di rischio nella causa di malattie in tutto il mondo, (le nazioni più povere ne soffrono regolarmente), la carenza porta ad alti tassi di mortalità, provocando la diarrea e la polmonite, soprattutto nei bambini.

La carenza di zinco in questi paesi è dovuta per lo più alla scarsa alimentazione e all’utilizzo prevalente di alcuni cereali (riso, mais, avena, grano..), naturalmente ricchi di fitati, sostanze che riducono l’assorbimento dello zinco.  Una possibile carenza da zinco è stata inoltre osservata nei pazienti con sindromi da malassorbimento, patologie epatiche, insufficienza renale cronica, anemia falciforme, pazienti sottoposti a nutrizione parenterale, ecc..

Tutti, giovani e anziani, hanno necessità di assumere una dose regolare di zinco ed è per questo che ci si riferisce a esso come a un oligoelemento “essenziale”. E’ presente in ogni cellula, organo, osso, tessuto e fluido del nostro corpo ed è particolarmente evidente nella prostata maschile e nello sperma.

Anche se una grave carenza di zinco è abbastanza rara, il Linus Pauling Institute stima che almeno 2 miliardi di persone presentino ridotti livelli di zinco, che possono influenzare praticamente ogni aspetto della nostra salute.

I sintomi della carenza di zinco

Purtroppo, milioni di persone sono carenti di zinco e sono completamente ignare della loro condizione. Per fortuna, se si mantiene uno sguardo attento verso alcuni indicatori chiave, si possono prendere subito le dovute precauzioni.

I 7 sintomi più comuni di carenza di zinco che dovremmo tenere sott’occhio sono:

  • Scarsa funzione neurologica;
  • Debole immunità;
  • Diarrea;
  • Aumento dei livelli di istamina;
  • Diradamento dei capelli;
  • Aumentata permeabilità intestinale;
  • Acne o eruzioni cutanee.

Trattare la carenza di zinco

Nel trattare la carenza di zinco, il medico consiglierà un’integrazione adeguata, di solito per non più di 90 giorni. Contemporaneamente, potrebbe essere utile includere un supplemento giornaliero che contenga rame, in quanto l’assunzione di zinco per lunghi periodi potrebbe esaurire i livelli di rame dell’organismo.

Nel frattempo, potrebbe essere d’aiuto consumare regolarmente questi 10 alimenti ad alto contenuto di zinco:

  • semi di zucca;
  • manzo nutrito con erba;
  • agnello;
  • anacardi;
  • ceci e fagioli;
  • funghi;
  • pollo;
  • kefir o Yogurt;
  • spinaci;
  • cacao in polvere.

News: Pressione alta, gli effetti della mancanza di zinco

Un recente studio pubblicato sull’American Journal of Physiology – Renal Physiology dai ricercatori dell’Emory University di Atlanta (Usa)  mostra che la carenza di zinco potrebbe contribuire allo sviluppo dell’ipertensione, perché sarebbe in grado di alterare il modo in cui i reni gestiscono il sodio.  Lo zinco, infatti aiuterebbe a regolare le proteine coinvolte nel trasporto del cloruro di sodio – il meccanismo attraverso cui i reni espellono il sodio nelle urine o lo riassorbono nel corpo, che influenza anche il controllo della pressione sanguigna.

Gli scienziati hanno confrontato le condizioni di un gruppo di topi affetti da carenza di zinco con quelle di altri roditori sani con livelli normali del minerale. Hanno così scoperto che, a differenza degli esemplari del gruppo di controllo, gli animali che presentavano carenza di zinco soffrivano di ipertensione e mostravano una riduzione dell’escrezione del sodio presente nell’urina. Successivamente, gli studiosi hanno nutrito i topi con una dieta ricca di zinco, osservando che, una volta raggiunti livelli adeguati, la pressione sanguigna ha iniziato a diminuire e i livelli di sodio urinario sono aumentati.

“Questi risultati dimostrano che la carenza di zinco è coinvolta nel riassorbimento renale di sodio che svolge un ruolo fondamentale nell’ipertensione – spiegano i ricercatori -. Comprendere i meccanismi specifici con cui la carenza di zinco contribuisce all’alterazione della pressione arteriosa potrebbe avere un impatto importante per il trattamento dell’ipertensione nelle patologie croniche”.